Palazzetto del Podestà

Il Palazzo del Podestà, a pianta rettangolare, si eleva su tre piani e chiude il lato sud della Piazza V. Emanuele II.

Risalente al XIV secolo, è stato più volte rimaneggiato: nel 1496 a causa di un incendio e nel 1854 quando il livello della piazza è stato abbassato e l’edificio è stato adibito a caserma pontificia.

Durante l’ultimo intervento la facciata nobile del palazzo è stata completamente stravolta: le bifore che abbellivano il secondo piano sono state sostituite da lineari e anonime finestre rettangolari; del bellissimo porticato in gotico fiorito, rimane solo il primo arco a sesto acuto all’inizio dell’edificio confinante con le scale che collegano la piazza a via Mazzini, arricchito da bellissimi fregi floreali in cotto che incorniciano la parte superiore dell’arco.
Del vecchio manufatto rimangono pochi segni sulla facciata: i merli ghibellini e le volte a crociera nei locali sotto la strada.
Nell’edificio, oltre a riunirsi il pubblico Parlamento di Morrovalle e il Consiglio di Credenza, c’erano le stanze del Podestà e, al piano terra, i locali che hanno ospitato uno dei primi Monti di Pietà d’Italia.

IL MONTE DI PIETÀ

Questa istituzione, fatta risalire, secondo la tradizione, al 1428 per opera di S. Bernardino (lapide presso la Pinacoteca del montista Baldassarri) di fatto venne deliberata nel 1475 come dicono i documenti in pergamena dell’archivio storico comunale.
Il Monte di Pietà venne sollecitato dai frati Francescani di Morrovalle che convinsero i Priori a fondare questo importante ufficio, utile alla povera gente del nostro paese che poteva avere denaro in cambio di pegni (lenzuola, pentole in rame e piccoli oggetti preziosi) e sfuggire all’usura degli ebrei.
Quasi subito la gestione del Monte di Pietà passo dal Comune alla Confraternita del S.S. Sacramento fino al 1861. Da notare, sulla sommità del portone di ingresso, lo stemma: un calice sovrastato da un’ostia raggiante.
Oggi il Palazzotto ospita gli uffici dell’urbanistica del Comune e varie sedi associative (Avis-Asur-Pro Loco) e pur rimanendo poco dell’antica bellezza, mantiene ancora un aspetto che suscita ammirazione. Sulla facciata sono da notare lampioni in ferro battuto, opera artigianale di Menotti Simonetti.

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Informazioni

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Costruzione XIV Secolo

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