Santuario della Madonna dell’Acqua Santa

Era alle origini un tempietto di piccole dimensioni dedicato alla Madonna della neve per una nevicata avvenuta il 5 agosto di un imprecisato anno. Nel Santuario sono le spoglie mortali di Pier Francesco Grisei.

Più tardi, un fatto suggerì di ingrandire il tempietto e dedicarlo alla Madonna dell’Acqua Santa: tre lebbrosi, stanchi e sofferenti per le piaghe che la malattia provocava, arrivarono nel paese, bussarono alla Porta di Sant’Agostino e, non venendo ospitati, sostarono nel tempietto. Invocarono la Divinità, la Vergine e i Santi e chiesero di essere guariti da quella maledizione. Nella notte durante il riposo sognarono la Vergine che li incoraggiò a bagnarsi nell’acqua di una fonte che zampillava fuori dal tempio. Si bagnarono e guarirono; da quel giorno in poi la gente accorse a magnificare la Madonna dell’Acqua Santa.
Ingrandirono il tempio e lo affidarono a Girolamo Lazzarini, che nel 1697 trasformò il tempio in Cappellania di Patronato per sé e per i suoi eredi. Annessi alla chiesa vi erano un dormitorio, una casa e una piccola fonte murata. Dalla famiglia Lazzarini è passata in proprietà ai Grisei, poi a Francesco Paghetti e Sabatino Jacobuzzi, infine a Monsignor Puecher Passavalli. Ora è di proprietà della parrocchia.
All’interno le pareti erano rivestite di ex-voto, in seguito trafugati da mani ignote. Un quadro sull’altare raffigura l’immagine della Vergine che appare agli ammalati di lebbra. Nel Santuario ci sono le spoglie mortali di Pier Francesco Grisei. Una lapide lo ricorda, in cui si evidenzia il fatto che la chiesa fu restaurata, abbellita da Fausto Grisei, fratello dell’estinto nell’agosto 1880. Non ci sono notizie certe sulle origini in quanto gli statuti del Comune del 1570 non parlano mai né della contrada dell’Acqua Santa né di un’edicola dedicata alla Madonna, ma forse perché gli statuti passano in rassegna solo i beni comunali e non quelli della Chiesa. Solo nel catasto del 1612 si parla per la prima volta di contrada dell’Acqua Santa. Al 1722 risale la prima notizia della chiesa nei catasti, che ricordano la presenza in contrada Acqua Santa di una chiesa elevata a cappellania laicale dei Lazzarini. Comunque la chiesa apparteneva ai devoti e alla comunità di Morrovalle che l’aveva fatta fabbricare prima del 1697 poi ceduta a Lazzarini che la restaurò e la trasformò in cappellania. Altre notizie le abbiamo nel 1822, quando il rettore Settimio Grisei chiese il permesso di erigere nella chiesa Dell’Acqua Santa un sepolcro gentilizio per i defunti della sua famiglia.

Informazioni

Nome della tabella
Costruzione 1612

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